Titolo: Grandville Autore: Bryan Talbot Editore: Random House
Bryan Talbot non è molto conosciuto da noi, ma è stato per lungo tempo una delle punte di diamante del fumetto britannico grazie ai suoi lavori originali, alla sua collaborazione proficua con la 2000AD (gli editori di Giudice Dredd, per dirne una) e con Neil Gaiman per parte della serie “Sandman”. Non ci si potrebbe aspettare che un autore del genere all'improvviso decida di giocare con gli animali antropomorfi, ma Grandville è qui, e per quanto ho potuto vedere è disponibile in moltissime librerie in grande quantità di copie.
Trama
Il titolo prende l'ispirazione dal caricaturista e disegnatore satirico Jean Ignace Isidore Gérard, il cui nome d'arte era proprio J.J Grandville. Egli usava disegnare scene bizzarre, tra cui alcune con curatissimi animali antropomorfi (ad esempio nella serie Le Metamorfosi) per rappresentare I difetti e le assurdità della sua società contemporanea. Bizzarra è anche la trama di quesa Graphic Novel. E' infatti ambientata in un mondo dei giorni nostri in cui, nonostante la presenza fianco a fianco di umani(non molto diffusi) e svariate specie di animali antropomorfi, la storia ha seguito il suo normale corso fino alle guerre napoleoniche. L'Inghilterra ha infatti perso ed è stata sottomessa dalla Francia, da cui ha guadagnato l'indipendenza circa vent'anni prima dell'inizio del libro. Nel frattempo la rivoluzione informatica si è verificata prima grazie allo sviluppo dei calcolatori meccanici ed il progresso ha preso una direzione inaspettata, producendo una avanzata civiltà steampunk, in cui il vapore domina e le cui avanzate tecnologie mantengono un aspetto antiquato.
In questo universo si muove il Detective Ispettore LeBrock(un tasso), di Scotland Yard, assieme al suo minuto ed elegante compagno, il Detective Ratzi(guardacaso, un ratto). L'omicidio di un diplomatico di ritorno da Parigi nella campagna inglese si rivela facilmente ai nostri due come più complesso di quello che può sembrare, e li costringe a proseguire le indagini nella capitale francese, dove una banda di misteriosi assassini tenta di mettergli I bastoni tra le ruote. Ben presto si ritrovano al centro del mirino, invischiati in una misteriosa cospirazione che minaccia gli equilibri internazionali. Di più della trama non si può dire, senza rovinare il piacere della lettura.
Commento
Ed in quanto a lettura, non ho nulla da contestare alla storia particolare ed interessante, con alcuni richiami a temi ed eventi della storia moderna. Unico dubbio me lo lascia Lebrock stesso, che rimane un blocco di granito impenetrabile per gran parte della storia, un terminator con la bombetta che spacca musi a pugni e dice poco di sè stesso. Spero che nelle storie successive questo dubbio venga dissipato, rendendo l'ispettore un pò più “umano”.
La grafica è un punto su cui sento una certa divisione interiore. Talbot ha disegnato e colorato l'intero libro in maniera molto più che discreta, con una cura maniacale per I particolari delle scene(arredamenti, meccanismi, personaggi secondari) e con un occhio agli espliciti ispiratori Grandville e Albert Robida(illustratore di Fantascienza del 19° secolo). E' come se però gli animali antropomorfi da lui disegnati avessero, a volte, un qualcosa di disarmonico e sgradevole, o manchino di qualcosa. Credo anche di aver notato in certe scene un calo brusco nella cura del disegno, che produce un riscontro negativo con il resto del libro. Le immagini in questo caso però possono fare molto più delle parole, e sta ai lettori giudicare se anche loro sono d'accordo con questo giudizio.
Il pubblico inglese ed internazionale ha ricevuto con entusiasmo questo lavoro, ed era già previsto prima della pubblicazione che nel 2010 ci sarà un seguito, “Grandville Mon Amour”. L'autore ha però anticipato che se pure questo secondo libro avrà un successo simile, la serie potrebbe allargarsi fino ad includere cinque libri. Vi piacerebbe vedere altre avventure del Detective-Ispettore LeBrock?