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Leprepollo
Titolo Leprepollo
Descrizione fumetto americano
Inviata da Contix
Leprepollo
(Chickenhare)
di
Chris Grine

Leprepollo - cover



Dopo un buon successo ottenuto negli USA (dov'era stato pubblicato dalla Dark Horse), è arrivato anche in Italia un romanzo grafico molto particolare: Leprepollo, traduzione letterale di Chickenhare, dal nome del protagonista. Si tratta infatti di un essere che ha la forma e il corpo di un coniglio (o una lepre), ma le piume e le zampe da pollastro! E i suoi amici non sono da meno quanto a stranezza: Abe, una tartaruga barbuta; Banjo, una scimmia pazzoide che in realtà è un krampus (cosa diavolo sia, non ci è dato saperlo); e Meg, una bimba-diavolessa cornuta (nel vero senso della parola: ha le corna! ^^).
Mutanti post-atomici? Esperimenti genetici di qualche scienziato pazzo tipo Dottor Moreau? Non lo sapremo mai: l'autore ha scelto di non dare alcuna spiegazione sulle origini e sul passato di questi strani animali, ma incomincia il suo fumetto “in media res”, nel mezzo dell'azione. Un espediente classico e infallibile della narrativa (lo usava Emilio Salgari nei suoi celebri romanzi e l'ha usato George Lucas nella prima storica trilogia di Star Wars), che permette al lettore di essere subito coinvolto nella vicenda, senza perdere tempo con noiose introduzioni e spiegazioni. Dunque, inutile chiedersi perché esista un Leprepollo: c'è e basta.


Volume 1: La casa di Klaus

Trama

Il fumetto comincia in un ambiente innevato d'alta montagna, in cui Barley, un grosso umano barbuto, sta trasportando in spalla, incatenati, due strani animali: i già citati Leprepollo e Abe. I due si divertono a sfotterlo da dietro, anche se sanno di avere un destino terribile: essere venduti ad un impagliatore collezionista di animali esotici e bizzarri! Durante il tragitto, Leprepollo ha una visione: un caprone con cilindro e monocolo, appollaiato su un cocuzzolo, gli parla dicendo che ha bisogno del suo aiuto. Ma quale aiuto? E perché è stato soltanto Leprepollo ad avere quella visione e non gli altri due?

Comunque, il gruppo giunge a destinazione nella casa che dà il titolo al libro: la casa di Klaus, ossia l'abitazione dell'impagliatore! E, più che una casa, ricorda il castello degli orrori. Nella casa vi sono alcuni servitori, un maggiordomo tanto magro da apparire scheletrico (tanto che il nome è tutto un programma: Ossutis!) e un omaccione incappucciato che ha tutto l'aspetto e le funzioni di un boia.
Il padrone di casa, Klaus, oltre ad essere un energumeno terribile, collerico e autoritario, è completamente pazzo: parla e gioca con gli animali da lui stesso impagliati e piange di nostalgia per uno di essi che lo avrebbe abbandonato scappando: un caprone con monocolo e cilindro....
Tuttavia compra da Barley il Leprepollo e la tartaruga barbuta e, in attesa di impagliarli, li fa imprigionare in una torre del castello, dentro delle strette gabbie per uccelli e in compagnia di altri due esseri in attesa dello stesso destino: la scimmia Banjo e la diavolessa Meg. Si vede subito che i due non vanno d'accordo, ma Leprepollo riesce a ristabilire la calma e ad organizzare un piano di fuga. I quattro capiscono che solo stando assieme e uniti potranno fuggire dalla casa di Klaus e dal destino che li attende.
Così, per 150 pagine, si sviluppa un'avventura emozionante, fra la casa di Klaus ed i paesaggi innevati circostanti, e che poterà fino ad una misteriosa caverna abitata da altrettanti misteriosi esserini detti Spuzzi....


Commento:

Sia lo stile di disegno che l'atmosfera del fumetto ricordano molto Bone di Jeff Smith: l'autore infatti, in un'intervista non ha nascosto di essersi convinto a disegnarlo dopo la lettura di quel capolavoro. Lo stesso protagonista, specie nel volto, ha molto di Fone Bone. E l'essenzialità del disegno, il bianco e nero ben calibrato ed i paesaggi scarni ed innevati rendono tutta l'atmosfera cupa che c'era soprattutto nella parte finale di Bone.
Ma anche chi non ha mai letto quel fumetto potrà apprezzare questo, poiché si tratta di un'avventura che ti prende dall'inizio alla fine. Lo stile di Chris Grine, scarno, umoristico si, ma forse non ancora perfetto, contrasta con il clima a tinte fosche della storia. La quale, comunque, ha pure vari momenti divertenti, soprattutto nel finale. E l'originalità dei personaggi, intrisa con l'alone di mistero che li circonda, riescono nell'intento di incuriosire il lettore e di immergerlo nella storia pagina dopo pagina. Non a caso, la seconda fonte d'ispirazione dell'autore è “Il Signore degli anelli”, prototipo di un po' tutte le storie fantasy-avventurose che prevedono viaggi in terre misteriose, fra strani esseri viventi e pericoli di tutti i tipi.

Oltre a “la casa di Klaus”, è già uscito il secondo volume di Chickenhare: Fire in the Hole, tradotto in italiano “Fuoco nella tana”. Lo recensirò quando me lo sarò procurato.
L'autore attualmente sta lavorando al terzo volume della saga, ma purtroppo non sarà più pubblicato da Dark Horse e, finché non avrà trovato un altro editore, la sua pubblicazione è ancora in forse.

L'editore italiano di questo fumetto è Comma22.
Una curiosità: l'edizione italiana ha un formato leggermente più grande di quello originale. Costo del primo volume: 10 euro.
Reperibile in tutte le librerie e fumetterie specializzate.

Links:


- Il blog di Chris Grine

- L'altro sito dell'autore, in cui si possono scaricare (in formato PDF) 20 pagine gratuite ed in inglese da ciascuno dei due volumi di Chickenhare già pubblicati. Non solo: potete scaricare anche il prologo della prima storia, che non è stampato sul volume, ma è esclusivo per il sito!

- Un'interessante intervista del 2006 a Chris Grine (dal sito della Dark Horse)

Contix 
24-02-2009


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