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Le olimpiadi della giungla
Titolo Le olimpiadi della giungla
Descrizione film d'animazione
Inviata da Contix
Le Olimpiadi
della giungla
 (Animalympics)


Le olimpiadi della giungla - cover DVD



“Le olimpiadi della giungla” è un divertente e per certi versi innovativo film d’animazione americano, realizzato da uno staff di talento (alcuni di loro hanno fatto -e continuano a fare- la storia dell’animazione) e concepito in un periodo cruciale per questo settore; ma procediamo con ordine.
1977: esce “Le avventure di Bianca e Bernie” , lungometraggio con cui la Disney dà momentaneamente il suo congedo dal mondo dell’animazione a causa degli scarsi risultati al botteghino.
E’ il “canto del cigno” della casa, realizzato sia dalla “vecchia guardia” degli animatori al completo, sia dai giovani, che lasceranno da lì a poco gli studios in cerca di altre fortune.
Don Bluth, ad esempio, realizzerà “Brisby e il segreto di Nimh”, tentativo (riuscito) di staccarsi dalla favola buonista di stampo disneyano che vuole sempre presenti parti cantate.
Il pubblico però non gradisce tale cambiamento, e Bluth troverà inaspettatamente il successo che si merita nel settore dei videogames.
Altri, come Bill Kroyer (“Ferngully”), Brad Bird (“Il gigante di ferro”, “Gli Incredibili”), John Norton, Chuck harvey, Steve Chorney, si riuniranno sotto la regia di Steven Lisberger (regista abituale di film dal vero, tra cui “Tron”) per seguire una strada artistica più sicura, ma non per questo priva di sorprese...e realizzeranno “Animalympics
, che in italiano verrà tradotto "Le olimpiadi della giungla".
Inizialmente pensato come uno special tv diviso in due parti (uno dedicato alle Olimpiadi Invernali, l’altro a quelle estive) per essere trasmesso in occasione delle Olimpiadi di Mosca, venne poi accantonato a causa dell’invasione dell’Afganistan da parte dei sovietici, che portò poi al boicottaggio delle discipline olimpiche da parte degli Stati Uniti.
Il film quindi rinascerà come prodotto per le sale e il risultato, viste anche le premesse, sarà più che buono, ma non scevro comunque da qualche difetto.

IL FILM

Sfruttando il soggetto del film (in cui si immagina che gli animali di tutto il mondo si riuniscano su un isola deserta per svolgere gare in tutto e per tutto simili, o quasi, a quelle umane), gli animatori si dividono il compito di realizzare le principali (e più famose) discipline olimpiche, dotando ogni gara di un proprio stile artistico e cast di personaggi principali.
Il risultato è un gradevole caleidoscopio di animali antropomorfi e situazioni bizzarre che si succedono in maniera mai forzata, a cui però si presenta il difetto di un alternarsi notevole sulla qualità dell’animazione dovuto alle diverse capacità dell’animatore di turno.
Per dare un senso di unità alla storia del film, Lisberger decide di dare al cartoon il taglio di una finta telecronaca diretta dell’evento sportivo, commentato da buffi e improbali telecronisti , tra cui spicca la testuggine dallo sguardo alla Woddie Allen Henry Hummel (Ugo Tarta nell’edizione italiana).

Seguono a ruota il tacchino Turkell (Natale), la struzza Barbara Worbles (Mara Zampò), il bulldog Ken Hacsaw (Tito Cagno), la barboncina amante del gossip Brenda Spinger (Alba Cannoli) e il sagace Mele (Bruno Cagnetti).
Curiosamente compaiono anche veri campioni del passato, come il nuotatore Mark Sprinz, nelle vesti di un delfino.
Altro trait- d’ounion del film e la maratona di 3000 metri : un vero e proprio tormentone con cui si aprono e chiudono queste bizzarre Olimpiadi.

INNOVAZIONI

“Le olimpiadi della Giungla” contiene, se non vere innovazioni, almeno importanti cambiamenti: si noti che i personaggi non cantano mai (la musica cantata e presente in sottofondo in alcuni spezzoni, rendendoli simili a dei videoclip).
Altra caratteristica importante è il modo in cui sono rappresentate alcune atlete femminili: per la prima volta, si notano esponenti furry del gentil sesso con proporzioni del corpo proprie delle donne, esempio su tutte la leonessa Kit Mambo (disegnata da Roger Alcess) .
Altro elemento è l’introduzione di temi più “adulti” rispetto ad altre opere del genere.

Per cominciare si nota una neanche troppo velata critica al business che si cela dietro a questo tipo di competizioni e a come i media possono creare e distruggere i “miti” a seconda dei loro risultati sportivi.
Altro ancora e il non voler puntare sulla risata facile.

Sembra quasi (ma è un impressione di chi scrive) che il regista fosse indeciso se fare un film comico o meno, creando una certa disuguaglianza nel tono che viene dato ai vari momenti del film.
Una particolarità che viene notata anche dai curatori nostrani, e che influenzerà in maniera pesante l’edizione italiana.

L’ EDIZIONE ITALIANA

O la si ama o la si odia: questo e l’unico giudizio che si può dare a tale lavoro.
Il motivo? Temendo che non facesse abbastanza ridere, gli adattatori della Cecchi Gori (il licenziatario italiano) hanno optato per uno stravolgimento completo dei dialoghi, aggiungendone anche dove non ve nè traccia: se il risultato sia migliore o peggiore dell’ originale, dipende solo dai gusti dello spettatore.
Per darvene un idea, prendiamo ad esempio l’incipt iniziale, che nella versione italiana suona più o meno così: “Qualcuno, tanto tempo fa disse:- l’importante non è vincere, ma partecipare!
Falso, cretino, e soprattutto, mediocre. Olimpiadi! L’importante non è vincere! E’ stravincere! Distruggere, annientare l’avvesario e, se commestibile, perché no? mangiarlo” .
I puristi sono avvertiti.
Più sensato il cambio di nome di quasi tutti i personaggi presenti con versioni italianizzate di maggiore effetto (ad esempio Tito Cagno, quasi omonimo del nostrano Tito Stagno, di cui imita perfettamente la caratteristica voce).
Anche il doppiaggio non è esente da critiche: pur recitato da doppiatori talentuosi, questi ultimi sono presenti in numero esiguo e perciò costretti ad interpretare più ruoli, che nell’ambiente italiano e comunemente considerato un difetto (al contrario che negli States, dove il pubblico ammira la versatilità che dimostra un attore in più ruoli, vedi Mel Blanc).
Tra tutti spicca l’onnipresente Franco Latini (Natale, Mr. Tequila) specializzato in operazioni del genere.
Ancora più da notare è che alla fine del film si sentano delle parolacce (rifiuto organico l’amour! rifiuto organico l’amour!) che forse è anche la causa del suo allontanamento dagli schermi televisivi italiani.
Per concludere, il risultato finale e comunque apprezzabile, ricordando però che quello che si sente non è frutto dell’ingegno degli autori originali.

REPERIBILITA’

In Italia il film e stato passato al cinema (si può recuperare la locandina su eBay), ma non è mai uscito né in cassetta né in dvd .
L’unico passaggio televisivo di cui si è certi, è stato sulle reti Telepiù, che lo ha replicato nei primi anni 90’ fino alla nausea.


ANIMALYMPICS SU YOUTUBE (versione inglese)

ZioSam

27-12-2008
Giudizio Voti: 1 - Media: 5

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